ITINERARI
DI ARRAMPICATA
Torre
delle meisules est
Dolomiti, Gruppo del Sella 2994 m.
via Geo

Guide:
Stefan Stuflesser, Arrampicare intorno al Passo Sella, Lochner Verlag (italiano
e tedesco), 1994
Carte: Tabacco 1:25.000 f. 7
Periodo consigliato: estate, non dopo periodi di pioggia, esposizione
nord
Prima salita: K. Vinatzer e A. Holzknecht nel 1987
Sviluppo: circa 200 m (6 tiri) Difficoltà: abbastanza continue sul VI,
con un passaggio di VII (tetto al terzo tiro) Tempo: 5 ore
Materiale: cordini in kevlar per sfruttare le clessidre naturali (quelli
sul posto sono vecchi), utili alcuni nut e friend medio/piccoli, molto comodi
i tricam piccoli
Accesso:
il gruppo del Sella è circondato dai quattro passi automobilistici Pordoi, Campolongo,
Gardena e Sella. La Torre delle Mèsules Est si trova sul lato settentrionale
del gruppo compreso tra i passi Sella e Gardena, ed è facilmente raggiungibile
risalendo la Val Gardena, dopo aver lasciato l'autostrada A22 all'uscita di
Chiusa, e proseguendo verso il Passo Gardena stesso. Nel tratto più pianeggiante
sotto le pareti, alcuni piccoli parcheggi permettono di lasciare l'auto già
in vista della vicina Torre. L'avvicinamento richiede circa 20 min (tracce).
Nonostante le difficoltà la via è stata aperta con un'etica molto rigorosa.
In tutta la via ci sono 5 / 6 chiodi, di cui 4 in sosta. Ci si protegge soprattutto
con le clessidre di cui è ricca la parete.
Salita: la via Geo fa parte di un bel gruppo di salite, aperte dai ragazzi della Val Gardena, e caratterizzate da una roccia stupenda, quasi sempre lavorata a buchi grandi e svasati o piccoli e taglienti. Sono tutti itinerari percorsi con poco materiale, un po' per la compattezza della roccia, un po' per lo stile dei primi salitori. Pertanto occorre muoversi con disinvoltura sulle difficoltà di questo itinerario, perché le protezioni non sono molto vicine e l'arrampicata è spesso molto tecnica. Entusiasmante il terzo tiro con una difficile placca su roccia gialla e il superamento del caratteristico tetto che incide la parete. Discesa: dalla sommità della Torre ci si porta verso sinistra (est) in direzione delle Torri del Murfreid, e per tracce si scende lungo il ghiaione fino alla base della parete.

Da: Rivista della
montagna n°199 aprile 1997 Relazione di F.Tremolada

Il Pilastro dei sogni
e le Torri del Sella
Foto: Alp n° 138,
ottobre 1996

Torre est delle Meisules,
via Menhir, 8a+
Foto: Alp n° 138,
ottobre 1996
PIZ CIAVAZES, Dolomiti, Gruppo del Sella

--Sudexposition,
fester Fels und kurze Zustiege haben die Routen an der S-Wand zu oft uberlaufenen
Modetouren gemacht. Allerdings nur die untere Hálfte, denn ab dem Gamsband ándert
sich der Charakter der Routen schlagartig und alpine Abenteuer sind la nicht
mehr %n". Die "halben" Routen haben auBerdem noch den Vorteil, dass sie sogar
im Winter oft trocken sind.
Die S-Wandrouten erreicht man von der Straße Sellajoch - Canazei in wenigen
Minuten.Abstieg: Abseilpiste zwischen "Stefan-Route" und "Vinatzer" (Achtung
2x50 m Seile ! bzw. uber den "Posnecker-Steig" abklettern. Bei den S-Wandrouten
auf dern Gamsband Richtung Westen bis zum Ende und auf deutlichen Steigspuren
zurUck zur StraBe ( Eine Stunde bis zum Auto ).
--Pareti soleggiate, roccia compatta a aprocci corti hanno fatto si, che le
vie sulla parete sud, siano diventate quelle più ripetute sull' intero arco
dolomitico. Soltanto una piccolissima parte dei ripetitori salgono fino in cima,
Invece la maggior parte esce sulla cengia dei Camosci. Le "mezze" vie hanno
In vantaggio che sono arrampicabile facilmente anche in inverno.
Accesso: Dal parcheggio sulla strada dal Passo Sella a Canazei in pochi minuti
all' attacco.
Discesa in doppia per la via "Stefan" se si scende dalla cima (attenzione: 2
corde da 50 metri ) o dalla ferrata delle Meísules. Per le vie fin sulla cengia
si traversa per la cengia dei Camosci verso Ovest (Torri dei Sella ) fino ad
arrivare alla normale della Prima Torre e poi scendendo per tracce ben evidenti
alla strada. ( Un ora ).
VIA
MICHELUZZI
VI
L. Micheluzzi und E. Castiglini 1935
250 mH, 3 - 4 Stunden ( Bis Gamsband)
Eine Stelle VI, Rest IV+ bis V+
Charakter: Viel begangener Klassiker in bestem Fels, berúhmt der 90-Meter-Quergang.
Material: Die notwendigen SH und ZH stecken
250 mt., 3-4 ore alla cengia
Un passo VI, Il resto IV+ e V+
Via molto famosa su roccia eccezionale, famosa traversata di 90 metri.
I chiodi necessari sono in loco, in più portare un assortimento di nuts.
(da:Stefan Stuflesser - Klettern rund ums Sellajoch - Lochner -Verlag)

PIZ
CIAVAZES, m. 2828
via Micheluzzi ("piccola"), L. Micheluzzi, P. Slocovich, 1928
P. Fumis, E. Zorzi, 28/9/2002
Via molto bella, stupenda arrampicata nella parte alta in cui l'esposizione è totale, la roccia eccezionale e le difficoltà continue, comunque su appigli solidi e abbondanti. Una via ideale da fare fuori stagione: l'esposizione solare a Sud garantisce temperatura mite anche in inverno, l'avvicinamento dalla strada è nullo, paragonabile a quello di una falesia, chiodi cementati alle soste e buona chiodatura intermedia. In piena estate, invece, il caldo e l'affollamento sono assicurati. La via, che termina di solito sulla "Cengia dei Camosci": la parte alta (come tutte le altre vie del Ciavazes) è disertata totalmente anche perché si svolge in ambiente severo e umido. Si avrà inoltre l'orgoglio di dire: "ho fatto la Micheluzzi al Ciavazes" (sì ma non quella "vera", vedi sopra!)
Dislivello:
230 m.
Sviluppo: m.
Difficoltà: D max: 5°-
Tempo previsto: ore 3,30
Cartografia: Tabacco 06 (1:25.000)
GUIDE
SELLA, ARRAMPICATE SCELTE, C. Cima, Mediterranee, 1993, pag. 88. Schizzo essenziale,
con le distanze dei tiri di corda non corrette, ma in generale riconoscibile.
Sulla
statale del Passo Sella, in versante Canazei, a circa 2 km dal passo, si
incontra sulla destra (salendo) un parcheggio proprio sotto l'incombente muraglia
della parete sud del Piz Ciavazes, a quota 2070 circa. Guardando di fronte la
muraglia, si vede che è incisa a metà da un profondo e tetro caminone.
La nostra via attacca circa 20 m. a destra del caminone stesso, nei pressi di
un sistema di profonde fessure che dopo circa 40 m. porta ad una terrazzetta
erbosa, ben riconoscibile dal basso. Si prende quindi uno dei molti sentierini
che dal parcheggio salgono alla base della parete (10 min.) e ci si porta al
nostro attacco (l'attacco giusto è sulla fessura più a destra).
La linea generale di salita è la seguente: avendo già individuato
le fessure iniziali che portano sulla prima terrazzetta erobsa, da questa un
canale obliquo da dx a sx (nascosto alla vista dalla strada ma intuibile) porta
fino ad un pulpito erboso a dx del profondo caminone nero, circa a metà
altezza della parete. Pochi metri sotto la sommità del pulpito inizia
la seconda e più impegnativa parte della via. Da questo ci si porta in
diagonale a dx verso una nicchia (visibile dalla strada) in mezzo alla parete
gialla. Si sale immediatamente a dx della nicchia lungo la zona di roccia grigia,
portandosi in verticale sotto il ciglio della Cengia dei Camosci su cui si esce
con un ultimo caminetto.
1)
Si attacca su per una ripida fessura con erba che porta dritta ad un primo
piccolo pulpito roccioso con comoda sosta cementata. 30 m., 4°, 3°+,
1C, 1AF. VARIANTE: Si può attaccare anche su una profonda fessura circa
10 m. più a sx (attacco nostro). Si rimonta un basso gradino che porta
alla base della fessura nerastra (5 m., 4°). Si fa attenzione alla terra
e si rimonta per breve tratto la fessura nel fondo (5 m., 3°+), uscendone
poi a dx su belle rocce bianche a gradini che si rimontano tendendo leggermente
a dx fino a raggiungere il pulpitino con la sosta cementata (25 m., 3°,
2°). 35 m., 4°, 3°+, 3°, 2°, 1AF.
2) Dalla sosta si segue in leggera diagonale a sx una profonda fessura
che porta alla base di un piccolo caminetto arrotondato (10 m., 3°). L'entrata
nel camino è un po' delicata a causa degli appigli arrotondati dall'acqua
(5 m., 4°, 1C), poi il terreno diventa più appoggiato e facile (10
m., 3°, 2°, 1C). Si supera un ultimo breve tratto più verticale
ma non difficile fino ad un bel terrazzino di sosta (5 m., 4°-). 30 m.,
3°, 4°, 3°, 2°, 4°-, 2C, 1AF.
3) Dalla sosta si scala il soprastante muretto, un po' verso sx fino
ad un chiodo (5 m., 4°-, 1C) dal quale si traversa qualche metro a sx (3
m., 4°-) per poi rimontare l'ultimo breve muretto che deposita sulla prima
terrazza erbosa (3 m., 4°; a sx sbuca la cengia erbosa dell'attacco originale:
difficoltà un po' inferiori ma meno diretto). La si risale senza difficoltà
per tracce fin sotto un grosso macigno (15 m., 2°, 1C). Si aggira a dx il
macigno per tracce o si scala la sua schiena inclinata fino ad un anello cementato
dietro il macigno stesso (10 m., 0° o 2°). 35 m., 4°-, 4°, 2°,
2C, 1AF.
4) Si rimonta il canale che sale a sx senza particolari difficoltà,
facendo attenzione a non smuovere sassi, fino ad uno spiazzo di erba e ghiaia
dove conviene sostare (varie possibilità naturali). 35 m., 1°, 2°.
5) Si gira facilmente uno spigoletto portandosi su un buon terrazzino
con sosta cementata. 10 m., 1°, 1AF.
6) Si rimonta il successivo sistema di fessure rocciose tendendo verso
sx (15 m., 2°, 3°, pass. 4°-) fino a portarsi quasi in cima al pulptio
erboso ben visibile dal basso; da qui si tende un po' a destra per gradoni rocciosi
e fessure fino ad una cengetta proprio sotto il salto terminale della parete
(15 m., 2°, pass. 3°). 30 m., 2°, 3°, 4°-, 2°, 1AF.
7) Su a dx della sosta per ripidi gradoncini rocciosi fino alla base
di un muro verticale (7 m., 4°, 1C alla fine). Si scala direttamente il
muro verticale davanti a noi, molto esposto e quasi strapiombante in qualche
punto, ma con appigli eccezionalmente solidi (10 m., 5°-, 2C). Alla sua
sommità si è quasi all'altezza di una nicchia giallastra (visibile
già dalla strada). Si traversa in orizzontale a dx, su parete molto esposta
fino a raggiungerla (10 m., 4°, varie possibilità di assicurarsi
su spuntoni). 30 m., 4°, 5°-, 4°, 3C, 1AF.
8) L'uscita dalla nicchia è il passaggio più impegnativo.
Si prende il bordo dx della nicchia e lo si risale per roccia ottima ma verticale
ed esposta (5 m., 5°-, 1C alla fine). Ci si trova sotto una parete estremamente
verticale. La si risale con elegante arrampicata in piena esposizione ma con
ottimi appigli, tendendo un po' verso dx (15 m., 4°+, 2C poco visibili e
2 - sosta sconsigliabile - alla fine in una piccola rientranza). Dai 2C di sosta
ci si riporta in diagonale a sx ad un terrazzino sopra la verticale della nicchia
(10 m., 4°, pass. 4°+). 30 m., 5°-, 4°+, 4°, 4°+, 4C,
1AF.
9) Dalla sosta un po' a sx portandosi alla base di una fessura-camino
verticale (5 m., 4°+. La si scala direttamente, superando alla fine un leggero
strapiombetto con ottime maniglie (18 m., 4°, pass. 5°-, 3C), oltre
il quale si sale per terreno più facile un po' a dx fino ad uscire sul
margine inferiore della Cengia dei Camosci (15 m., 3°+, 3°). 40 m.,
4°+, 4°, 5°-, 3°+, 3°, 4C, 1AF.
10) Si sale di conserva per roccette ed erba senza via obbligata fino
al soprastante sentierino che taglia tutta la grande cengia. 60 m., 1°,
0°.
DISCESA
Si segue verso sinistra il sentierino che percorre tutta la cengia erbosa alla
base della parete superiore del Piz Ciavazes (impressionante), oltrepassando
con leggera salita e successiva discesa un largo canalone. Dalla parte opposta
la cengia si stringe (corda metallica) obbligando ad un passaggio a carponi
dietro un masso incastrato. Si prosegue uscendo dal canale e continuando per
comodo sentiero fino al grande pendio di erba e salti di roccia che scende dalla
Terza Torre del Sella. Si scende lungo il ben visibile sentiero per roccette,
superando due salti di ca. 15 metri a corda doppia (buoni anelli) o in arrampicata
(2°), raggiungendo la base delle Torri del Sella. Proseguendo a destra per
il sentiero si giunge in 15 min. a Passo Sella. Per ritornare al parcheggio
dell'attacco si scende a sx per ripidi pendii di sassi ed erba per tracce fino
al parcheggio.
Un grazie
ai RAMPEGONI
per questa relazione!
ITINERARI
DI SCIALPINISMO

PIZ BOE’ (GRUPPO DEL SELLA) da Corvara in Badia
Guide: Peretti,
Sci alpinismo nelle Dolomiti, Zanichelli, Bologna
Carte: Kompass 1:50.000 n. 59, Gruppo di Sella; Ed. Geografica
Periodo consigliato: aprile
Difficoltà: BS (ramponi utili)
Esposizione: nord est
Dislivello: in salita 600 m; in discesa 1600 m
Tempo di salita: 2.30 ore
località di partenza: Corvara in Badia
Accesso: da Bolzano, lungo l'autostrada del Brennero fino a Chiusa.
Lasciata l'autostrada si risale la Val Gardena, superando il Passo Gardena,
per scendere infine a Corvara. Si parcheggia nei pressi della funivia Crep
de Mont.

Difficoltà: BSA con tratti OSA
Gita di gran soddisfazione per chi può mettere a frutto le proprie capacità
diorientamento e di valutazione dei pendii, suggestiva per lo snodarsi del percorso
su panori rocciosi sostenuti da salti e da pareti spettacolari. Caratteristica
notevole è anche il pressoché continuo saliscendi che sino alla quota 2660 è
effettuabile con le pelli.
Se già in partenza la visibilità fosse scarsa è consigliabile non avventurarsi.
Raggiungere l'arrivo più alto degli impianti che salgono dal versante della
Val Badia, proprio sotto il canalone che fende la bastionata dei Pizzes da Cir.
Si risale a zig-zag tale canalone dalla pendenza sostenuta ma ben praticabile
con gli sci ai piedi, in ambiente roccioso, sino al Passo Cir 2466 m.
Sul passo (cresta aerea) si discende di 30 m sul versante opposto (ci sono roccette
ma, se la neve è farinosa con qualche saltino si può scendere senza togliere
le pelli), pervenendo così nell'alto vallone di Chedul, per poi risalire al
vicino Passo di Crespèina 2528 m, passando a mezza costa sulla destra, inizialmente
a filo delle rocce. Quest'ultimo passo è caratterizzato da un alto crocifisso
ligneo, tra i più belli defl'Alto Adige. La vista è molto ampia; dal passo è
già ben visìbile il rif. dei Puez, di fronte verso nord dall'altro lato dei
grandioso vallone. Tenendosi verso destra, si traversa in direzione est e poi
nord est l'altopiano di Crespéina, in costante, moderatissima discesa alternata
da poche brevi rìsalite, sino alla Forcella di Ciampai 2388 m, netto intaglio
tra due salti rocciosi, raggiungibile abbassandosi verso destra (est, versante
badiotto).
Si risale il lato opposto della forcella (attraversata nel senso di marcia)
per uno stretto e ripido canalino, spostato di qualche metro a destra sempre
versante di Colfosco - visìbile all'ultimo (15-20 m con qualche tratto da rimontare
a scaletta). Si è ora ai margini dell'altopiano della Gardenaccia-Puez: ci si
dirige a nord e poi a nord ovest, tenendosì sempre molto a destra (lontani dalle
pareti rocciose che sostengono l'altopiano sulla sottostante Vallelunga) e,
con breve discesa dall'ennesimo dosso, si perviene al rif. dei Puez 2475 m (dotato
di locale invernale), situato in una valletta.
Oltrepassatolo, convìene risalire il lato opposto a quello da cui si è giunti
(per 80 m di dislivello, a monte di un dosso roccìoso), per poi scendere nella
valletta successiva e risalire un secondo crinale per circa 20 m (questi saliscendi
verso ovest sarebbero evitabili tenendosi più a sinistra, dopo ìl rifugio, tagiiando
però a mezza costa pendii in pieno sud immediatamente sopra pareti verticali:
solo con neve più che sicura si può tentare). Dal crinale del secondo dosso
bisogna non tenere la destra al fine di non perdere dislivello, ma abbassarsi
puntando al pianoro dell'Alpe dei Puez; lo si raggiunge e si attraversa interamente
(verso ovest) risalendo infine alla quota 2660 m.
E' invitante dirigersi verso un largo canale nevoso terminante con un'ampia
sella ben visibile, più a destra (è la Sella Nivea 2740 m), ma da quel punto
è poi molto problematico ridiscendere alla quota 2660.
Per compiere la salita al Piz Doledes 2908 m, è necessario tenersi a destra
del secondo dosso, risalire con traversi e zigzag i ripidissimi pendii sotto
le Punte del Puez sino a raggiungere un intaglio tra queste e il Piz Doledes.
Dall'intaglio (esposto), si risale tutto lo sperone di vetta dei Doledes, prima
a sin. (sud), poi sul filo della cresta. Dalla vetta si discende poi il crestone
sud in canalini fra salti e cenge sino alla Sella Nivea, e da qui ci si porta
alla quota 2660.

Difficoltà: BSA
Esposizione: Nord, Nord-ovest, Sud-ovest
Risalire il ripido pistone che porta a Monte Pana (1637 m) quindi su strada
e pista battuta raggiungere i prati di Perdi. Risalire la parte orientale dell'Alpe
di Siusi, raggiungere il Giogo di Fassa e il Rif. Sasso Piatto (2300 m). Dal
rifugio si sale al Sasso Piatto per il grande pendio sud-ovest, scegliendo il
percorso che, a seconda delle condizioni, può essere un pòpiù
a sinistra o un pò più a destra. Ovviamente non si devono operare
tagli indiscriminiati, nè mantenersi costantemente sul fondo dei valloncelli
abbozzati dal pendio, anche se invianti; occorre preferire i costoloni.
La discesa è molto interessante e abbastanza impegnativa. Il panorama
domina l'Alpe di Siusi e presenta scorci sulla Valle Duron e il CatinaccioL;
atrraversa bellissimi boschi sempreverdi e ampi pascoli.
Da:
"Dolomiti, grandi raid in sci" di Ezio Mentigazzi ed. CDA
